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Video di elettronica di Giovedì 26 Novembre 2009 DOWNLOAD (formato rar)

Video di elettronica di Giovedì 12 Novembre 2009 DOWNLOAD (formato rar)

Video di elettronica di Mercoledì 11 Novembre 2009 DOWNLOAD (formato rar)

Video di elettronica di Mercoledì 21 Ottobre 2009 DOWNLOAD (formato rar)

Inserito nella sezione scuola il LIBRO ELETTRONICO!

fonte: http://punto-informatico.it/

Il supercomputer di Portici

Roma - Accountability è una bella parola inglese che significa qualcosa come "rendicontazione". Sei "accountable", per gli anglosassoni, quando sei in grado di "dare conto" ai tuoi interlocutori delle cose che fai o dici, in modo conseguente rispetto ai compiti ed alle risorse a te affidate, quando sei "affidabile". Nel nostro paese, per la verità, il concetto di accountability non sembra essere troppo popolare: non solo, infatti, non esiste una parola italiana per tradurre l'idea, ma la pratica dell'accountability non è esattamente sempre al primo posto tra le preoccupazioni di decisori e manager. Per fortuna, però, anche le regole più consolidate alle volte trovano delle eccezioni. E così può accadere che un grande ente di ricerca pubblico italiano organizzi uno workshop internazionale apposta per condividere e "dare conto" dei risultati di ricerca collegati ad un importante finanziamento pubblico.

È quello che è accaduto a Portici tre giorni fa, quando l'ENEA ha presentato presso il proprio centro le ricerche avviate grazie al supercomputer CRESCO, finanziato dal Ministero dell'Università e Ricerca Scientifica con un Programma Operativo Nazionale (PON) da 6 milioni di euro. "Quando lo scorso 6 maggio abbiamo presentato CRESCO", spiega a Punto Informatico il direttore scientifico del Progetto Silvio Migliori "la domanda più ricorrente da parte dei giornalisti è stata 'e adesso cosa ci farete?'. Con questa giornata di lavori abbiamo provato a fornire una prima risposta fattiva, illustrando come siano stati impiegati i fondi, quali risultati siano già maturati, e quali siano le potenzialità del supercomputer per la ricerca e l'industria".

La giornata è stata articolata intorno ad un programma di presentazioni tematiche, nel corso delle quali i ricercatori dell'Ente- e delle organizzazioni partner- hanno illustrato percorso di lavoro ed evidenze ottenute. Massimo Celino, ad esempio, ha raccontato delle sperimentazioni compiute nel campo della Scienza dei Materiali, dove la disponibilità di CRESCO ha reso possibile lo svolgimento di simulazioni avanzate in tre ambiti distinti: comportamento dell'idrogeno ad alte temperature, dinamiche interattive tra elementi organici ed inorganici- con particolare riferimento alle interazioni tra peptidi e grafene-, comportamento atomico di diverse molecole di uso farmaceutico. Dice Celino: "La nuova macchina ci consente di lavorare come se avessimo una sorta di 'microscopio virtualè: riusciamo a realizzare (e poi a guardare e analizzare) delle simulazioni dei comportamenti dei diversi materiali fin dentro la loro struttura atomica".

Un altro settore nel quale il supercomputer ha già cominciato a produrre risultati, è quello dello sviluppo di tecnologie energetiche alternative. Qui, come illustrato da Rita Picchia, la potenza di calcolo di CRESCO rende possibili modellizzazioni numeriche dei processi di combustione dei vari materiali prima inattingibili o inefficienti. In particolare, sono già stati realizzati dei codici simulativi utili alla ricostruzione di processo ed alla predizione dei possibili effetti nocivi da combustione di carburanti innovativi, al comportamento di alcuni fluidi gassosi, alla combustione di H2 in condizioni cosiddette "mild". E facendo riferimento ad una simulazione svolta all'interno del terzo sottoprogetto Picchia nota: "Prima di CRESCO ci volevano 394 giorni a far girare il codice; adesso, pur usando solo 512 dei core del supercomputer, l'abbiamo completata in appena 45 giorni".



Ed ancora, in una terza presentazione sono stati illustrati i risultati raggiunti grazie a CRESCO nel settore della modellistica climatica. Qui, la disponibilità del nuovo "supercervellone" ha consentito di realizzare simulazioni di tipo "analitico" sull'evoluzione del clima mediterraneo negli ultimi 40 anni, ma anche di cominciare ad elaborare modelli "predittivi"- con particolare riferimento alle dinamiche di interazione tra mare e atmosfera- per il futuro della stessa Regione. Nel pomeriggio, poi, i ricercatori dell'ENEA hanno presentato lo stato di avanzamento dei sotto- progetti di ricerca direttamente collegati a CRESCO, nonché il set di applicativi creati dagli esperti informatici dell'Ente per far girare il supercomputer ed integrarlo all'interno della più ampia GRID Enea.

All'evento ha partecipato come invited speaker anche Jack Dongarra, uno tra i massimi esperti mondiali di supercomputing e creatore tra l'altro della classifica Top500 che i lettori di Punto Informatico conoscono bene. Dongarra, che fa parte del Comitato Scientifico del Progetto CRESCO, è stato intervistato da Punto Informatico nel video qui sopra, toccando tutti i temi principali del supercomputing di oggi, con qualche aneddoto sulla nascita della celebre classifica. Dongarra nel suo seminario ha cercato di descrivere e prefigurare il futuro che si apre per il settore dell'high performance computing, evidenziandone potenzialità e sfide. In particolare, il professore statunitense si è soffermato sulla necessità di immaginare e realizzare nuovi stili di programmazione, adeguati alle nuove architetture "ibride" dei supercomputer multicore, ed alla necessità di progettare codici capaci di auto-adattamento all'ambiente e di auto- recovery rispetto alle system failures (che in ambiente multicore saranno più frequenti).

Da ultimo, le note relative alle partnership esterne. Nel corso della giornata, diversi tra gli speaker si sono soffermati sulla desiderabilità di "aprire" all'esterno le porte del sistema CRESCO, consentendo l'impiego delle sue risorse-dati e della sua velocità di calcolo ad organizzazioni pubbliche e private del territorio. Alcune collaborazioni in questo senso sono già state avviate- come nel caso del laboratorio virtuale per la Fluidodinamica, cui partecipano con ENEA anche AVIOGROUP e una serie di società di servizi di ingegneria ad alto valore professionale SINTECS- ma gli spazi di crescita in questo senso restano grandi. E, probabilmente, quello delle partnership con il mondo imprenditoriale ed amministrativo sarà realmente uno snodo decisivo per il futuro di CRESCO. Tanto più che, dopo aver efficacemente iniziato a beneficare l'ENEA al proprio interno, il supercervellone avrebbe tutti i numeri per cominciare a "fertilizzare" anche il territorio circostante.

a cura di Giovanni Arata

Stanford pubblica i suoi corsi. Online. Gratuiti

Roma - La Stanford University, tra i più prestigiosi atenei degli States, con l'aiuto dei finanziamenti di Sequoia Capital si lancia in una serie di corsi online gratuiti, nell'ambito dell'iniziativa Stanford Engineering Everywhere. Un piano che l'Ateneo ha progettato per dar corso al suo scopo principale: il Technology Transfer, il trasferimento di tecnologie. Un'iniziativa che anche l'Italia insegue faticosamente.

Nell'ambito più strettamente informatico, dal tecnodotto stanfordiano sgorgano i corsi di metodologia, di astrazione e quello sui paradigmi della programmazione. Chi è interessato all'intelligenza artificiale, potrà assistere ad una introduzione in materia di robotica, seguita da un corso sull'elaborazione dei linguaggi naturali e finire con il concetto di machine learning.

Per i più golosi, c'è modo di prepararsi su sistemi lineari e ottimizzazioni: si imparerà cos'è la Trasformata di Fourier e se ne vedranno le applicazioni. Si verrà quindi introdotti ai sistemi lineari dinamici. I più bravini in matematica impareranno, in due distinte sessioni, a confrontarsi con le ottimizzazioni convesse.

Due ragazzi denunciati per pirateria informatica.

Roma - Si è appreso nelle scorse ore che il 21 marzo 2008 è divenuto esecutivo un decreto penale di condanna del Tribunale di Milano a carico di due utenti di sistemi di file sharing, utenti che hanno scambiato grandi quantità di file contenenti musica, film e software e che per questo erano stati denunciati dall'industria. Erano due degli undici coinvolti in una operazione della Guardia di Finanza che a marzo dell'anno scorso si era snodata tra Milano e Bergamo.

Secondo i decreti firmati dal magistrato milanese Clementina Forleo, le due persone coinvolte avevano posto in condivisione attraverso la piattaforma Direct Connect una serie di file senza autorizzazione dei detentori del diritto d'autore. Come noto, DC è una piattaforma molto popolare finita molte volte all'attenzione delle cronache anche per la quantità di file, di vario genere, che spesso vi vengono fatti circolare, file che con una certa frequenza in Italia e all'estero hanno attirato le ire dell'industria dei contenuti.

Il GIP milanese ricorre alla formula del disegno criminoso per raccontare in breve l'attività della quale sono stati riconosciuti responsabili i due. Sul decreto visto da Punto Informatico si legge infatti che la condanna è dovuta perché "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza averne diritto, mettevano a disposizione del pubblico, immettendole in un sistema telematico, mediante programma file sharing Direct Connect, opere dell'ingegno protette da copyright (files musicali, files video, opere videoludiche, applicazioni per elaboratore)".

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Ecco il MIT europeo.

Roma - Gli intenti originali erano ambiziosi, puntavano a dar vita ad un nuovo polo della scienza europea, capace di innovazione e di spinte propulsive, di progetti e realizzazioni di altissimo livello. Invece EIT, acronimo di European Institute of Innovation and Technology, si dovrà accontentare di essere passacarte, coordinatore e propagatore di e tra i centri della ricerca europei, i labs, le università, le aziende private. In EIT si è tenuta nelle scorse ore la cerimonia inaugurale, che avvia formalmente la nuova struttura, celebrata comunque come l'inizio della riscossa per la ricerca continentale.

ricerca europeaInvece dei due miliardi di euro di finanziamenti che la Commissione aveva proposto in origine, dopo lunghi mesi di trattative, EIT parte con una dotazione di 308 milioni di euro. Il suo livello di autonomia sarà senza precedenti assicura la Commissione, il che significa che ogni futuro denaro raccolto da EIT sarà dovuto alla capacità del suo management più che alla politica comunitaria. Un aspetto, questo, tutt'altro che secondario, non solo per le tasche dei cittadini europei ma anche e soprattutto per lo stimolo che può rappresentare per il management di EIT e i network di interessi che via via si costituiranno attorno ad esso.

In carico alla Board, dunque, vi sarà non tanto il ruolo di finanziatore di attività ed enti di ricerca quanto invece quello di ponte tra investitori pubblici e privati e scienziati: EIT, pur osteggiato dall'ostilità di chi teme che possa succhiare troppo dalle già scarse risorse per la ricerca europea, avrà il compito di scegliere e selezionare, proporre e propagandare, trasformarsi in un acceleratore della ricerca attraverso un miglior coordinamento e una capacità, che dovrà dimostrare sul campo, nonostante l'esiguità dei fondi, di vedere lontano e puntare le sue poche fiches sul colore vincente.

 

 

 

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